Oggi parliamo del MARTIN PESCATORE bellissimo uccelletto molto colorato, che, diciamo subito in dialetto viene chiamato" PIUMBEN". Vediamo da dove deriva questo nome dialettale.
Vi chiedo di lasciarvi andare alla immaginazione: socchiudete gli occhi ed immaginate ....
Un pescatore, tanti anni fa, in una profonda ansa del fiume Reno; con alcune canne molto artigianali sta cercando di catturare qualche pesce; certo sarebbe un bel regalo per tutta la famiglia offrire loro un pasto succulento e diverso dal solito. Oggi pratica un tipo di pesca detta in gergo "a fondo" sperando di catturare qualche carpa (gubbenin dialetto). Un lungo filo attaccato alla cima della canna porta, in fondo, un artigianale amo con un lombrico appeso; a circa 1 metro dall'amo il nostro pescatore ha inserito un grosso piombo (un piumben) che ha un doppio scopo, poter lanciare l'amo più lontano e tenere l'esca adagiata sul fondo. Effettuato il lancio, con un sonoro ploff quando il peso entra in acqua dando origine ad una serie di cerchi concentrici, inizia l'attesa, Deve stare molto attento, guardare sempre la cima della canna perché è dal movimento della cima che può vedere se un pesce abbocca all'amo. lmprovvisamente sulla riva opposta un rumore, PLOFF. attira la sua attenzione, e dai cerchi concentrici dell'acqua pensa che abbiano lanciato un sasso; urla chiedendo se c'è qualcuno, ma non ottenendo risposta torna a concentrarsi sulla sua canna. Poi un altro PLOFF, ed un altro ancora PLOFF; incuriosito guarda con più attenzione disinteressandosi della pesca e stavolta al PLOFF vede un qualche cosa che si alza dall'acqua e, come per magia vola su un ramo vicino: è un bellissimo uccelletto, nel becco tiene un piccolo pesciolino che provvede a sbattere violentemente sul ramo per tramortirlo per poi ingoiarlo. È molto bello, blu verdastro, brillante, con petto rosso arancio. Non lo aveva mai visto prima. È troppo preso da quel avvistamento e la pesca passa in secondo piano.
Sulla strada del rientro si ferma, come sempre all'osteria e mentre beve un bicchiere di vino (perla verità non uno solo}, racconta all'oste la sua avventura
“... hoi a tal deg, as tuffeva in aqua, al pareva un PIUMBEN . se propri un PIUMBEN” e così di bocca in bocca fra i pescatori (caso forse unico perché di solito sono i cacciatori a dare un nome dialettale agli uccelli) quel bellissimo uccelletto che porta il nome italiano di MARTIN PESCATORE diventa in dialetto PIUMBEN.
Un ringraziamento particolare a Raffaele Di Martino e Claudio Ceresi per avermi autorizzato la pubblicazione delle loro foto.