LA RISCOPERTA DI UN PATRIMONIO
Arte sacra a Bentivoglio:
dalla donazione Pizzardi alle chiese parrocchiali
Michele Danieli
Anno – 2018
Recensione di Matteo Rozzarin
Il volume di Michele Danieli, "I dipinti della donazione Pizzardi a Bentivoglio", si configura come un'indagine fondamentale per la riscoperta di un patrimonio culturale che, sebbene in parte trasferito e a rischio di oblio, conserva ancora significative testimonianze nel territorio di Bentivoglio. L'obiettivo del testo è far conoscere le opere che un tempo erano esposte nella chiesa di Bentivoglio e che in seguito, dopo restauri, confluirono nella sede dell'Azienda USL di Bologna. Tuttavia, il lavoro estende la sua preziosa ricognizione all'intero patrimonio artistico delle chiese locali, alcune delle quali seriamente danneggiate dal sisma del 2012.
Tra i pezzi più pregiati ancora visibili nel territorio bentivogliese, il volume evidenzia con particolare risalto la "Sacra Famiglia della benda" di Mauro Gandolfi, custodita nella chiesa di Santissima Maria Ausiliatrice a Bentivoglio. Questo dipinto è giustamente definito un "vero capolavoro" e un "vero gioiello" per la sua brillantezza pittorica, la temperatura sentimentale equilibratissima e il perfetto stato di conservazione, anche grazie a un recente restauro del 2007. Sempre nella stessa chiesa, l'"Immacolata Concezione" di Denys Calvaert è annoverata tra i "dipinti più belli" riemersi da questa ricerca, essendo una preziosa riduzione della pala di Sant'Antonio Abate a Bologna, e dimostrando la capacità dell'artista di replicare le proprie invenzioni senza perdita di qualità.
La ricognizione di Danieli si estende ad altre località del Comune, rivelando una ricchezza in parte inaspettata. Nella chiesa di San Marino a San Marino di Bentivoglio, si ammira il "Miracolo di san Marino" di Jacopo Alessandro Calvi (1772), un "bellissimo dipinto giovanile" che conserva la gestualità teatrale e la morbidezza sinuosa del suo maestro Giuseppe Varotti. Infine, la chiesa di Santa Maria e San Folco a Saletto conserva il "San Martino e un santo cappuccino" di Vincenzo Spisanelli, in cui la "qualità" della mano del pittore è pienamente riconoscibile, distinguendosi dai suoi Misteri del Rosario di San Marino.
Tornando a Saletto, merita una nota specifica anche la copia della "Predica di sant'Antonio Abate", opera di Ludovico Carracci un tempo nella chiesa di Sant'Antonio Abate a Bologna e ora alla Pinacoteca di Brera. Sebbene sia una copia, il dipinto è considerato "non spregevole" e rappresenta una "testimonianza diretta della fortuna di un capolavoro" che ha lasciato Bologna da oltre due secoli. È inoltre un "raro episodio carraccesco nel territorio di Bentivoglio", aggiungendo valore alla collezione locale.
Il testo di Danieli colma così il senso di "vuoto" artistico percepito, offrendo una preziosa guida a una trama fitta di storie e opere d'arte locali, una trama che interseca a buon diritto la grande Storia della Felsina Pittrice dal XVI secolo in avanti.