la possessione di saletto - Bentivoglio e dintorni

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La Possessione Saletto 
Geometrie di un paesaggio agrario tra Sette e Ottocento
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L'Archivio digitale dell'Archiginnasio (ARBOR) ha reso accessibili al pubblico i preziosi mappali delle possessioni Gozzadini nel Contado bolognese, raccolti nel fondo "Piante e mappe Gozzadini sec. XVIII - sec. XIX, prima metà". Tra questi documenti, i mappali tardo settecenteschi della Possessione Saletto (il toponimo sopravvissuto "la Gozzadina" testimonia di una passata esistenza a lato del Navile) rivelano in modo straordinario come l'aristocrazia terriera bolognese concepisse l'organizzazione del territorio agricolo nella Bassa Bolognese. Questi documenti cartografici, con la loro precisione geometrica e l'attenzione ai dettagli funzionali, rivelano non solo una proprietà fondiaria, ma un vero e proprio sistema produttivo razionalmente orchestrato.
La Corte Colonica: cuore pulsante del podere in età moderna

Al centro di ogni unità poderale mappata emerge la corte colonica, microcosmo perfettamente organizzato dove convergono le funzioni abitative, produttive e di servizio. La casa del mezzadro, la stalla, il forno, l'aia circolare per la trebbiatura del grano: ogni elemento trova la sua collocazione logica in uno spazio che coniuga funzionalità ed economia di movimento. L'orto recintato, spesso in area padana denominato anche "brollo" (e nelle varianti lessicali di brolo, broilo o broletto), rappresenta l'autosufficienza alimentare della famiglia colonica, mentre i filari alberati che delimitano gli appezzamenti disegnano un paesaggio a maglie regolari che ancora oggi caratterizza molta della campagna emiliana (qui facciamo notare come ad esempio il Parco Giardino Campagna di Zola Predosa abbia costituito un interessante esperimento relativamente recente di rievocazione filologica del territorio agricolo settecentesco).

La "Piantata Padana": un sistema agrario rivoluzionario

I mappali documentano con precisione la diffusione della "piantata padana", sistema colturale che rappresentava l'avanguardia agricola del tempo. Gelsi, olmi, pioppi e aceri, disposti in filari ordinati, sostenevano le viti "maritate", creando un ecosistema produttivo di straordinaria efficienza. Questo non era solo un paesaggio, ma una tecnologia agraria: gli alberi fornivano legname e foraggio, le viti producevano vino, mentre tra i filari crescevano cereali e canapa. La Possessione Saletto dei Gozzadini testimonia come questa policoltura intensiva trasformasse ogni metro quadrato in risorsa produttiva.

L'idraulica: o arte della sopravvivenza

Particolare attenzione meritano i sistemi idraulici rappresentati nelle mappe: solchi, fossatelli trasversali, affossature permanenti e capifossi formavano una rete capillare di controllo delle acque. Nella pianura padana, dove l'eccesso d'acqua poteva essere fatale quanto la siccità, questa "microidraulica poderale" rappresentava il sapere tecnico più prezioso del contadino. Le grandi proprietà rurali più avvedute avevano compreso che investire in infrastrutture idrauliche significava garantire stabilità produttiva e reddito costante.

Un mondo in trasformazione

Le mappe della Possessione Saletto catturano un momento di transizione: il XVIII secolo vedeva l'intensificarsi della coltivazione della canapa, che stava rivoluzionando l'economia bolognese. I "canepari" sostituivano progressivamente le vecchie colture, mentre i "maceri" per l'ammollo delle fibre apparivano come nuovi elementi del paesaggio agrario. Era un'agricoltura in movimento, capace di adattarsi alle richieste del mercato pur mantenendo le sue radici nella tradizione mezzadrile.
Questi mappali, dunque, non sono semplici documenti amministrativi, ma testimonianze di una civiltà rurale che aveva raggiunto un equilibrio raffinato tra produttività, sostenibilità e bellezza del paesaggio, equilibrio che solo la meccanizzazione del XX secolo avrebbe definitivamente spezzato.
Di seguito alcune immagini tratte dall’archivio menzionato. Rimandiamo anche alla sezione sulla Architettura rurale del nostro sito per apprezzare i segni ancora visibili o documentati da vecchie foto dell’organizzazione agraria tipica del territorio lungo il Navile.

Articolo di : Matteo Rozzarin


Bibliografia essenziale

Arrigo Serpieri, Guida a ricerche di economia agraria (1929): Ha fondato l'economia agraria scientifica e autonoma.
Emilio Sereni, Storia del paesaggio agrario italiano (1961): Analisi fondamentale delle trasformazioni storiche e culturali del paesaggio agrario.
Filippo Re, Elementi di economia campestre (1808) e Annali dell’Agricoltura del Regno d’Italia (dal 1809): Testi pionieristici per la scuola agronomica italiana e prima rassegna agraria europea.
G. Giorgetti, Contadini e proprietari nell'Italia moderna. Rapporti di produzione e contratti agrari dal XVI secolo a oggi (1974): Studio cruciale sui rapporti di produzione e la mezzadria.
Luigi Dal Pane, Storia del lavoro in Italia dagli inizi del secolo XVIII al 1815 (1944): Analizza le condizioni del lavoro, agricolo incluso, fino agli albori del periodo risorgimentale.
Carlo Poni, Gli aratri e l'economia agraria nel bolognese dal XVII al XIX secolo (1963): Studio sulla mezzadria e la sua profonda influenza sul paesaggio bolognese.
Pietro de’ Crescenzi, Liber Ruralium Commodorum (1305 ca.): Trattato medievale essenziale sull'agricoltura, di grande rilevanza europea. Ne abbiamo parlato anche qui.
Vincenzo Tanara, L’economia del cittadino in villa (1674): Opera che descrive l'economia e la gestione della villa rurale seicentesca nel contado bolognese.
Antonio Saltini, Maria Sframeli, Sfarzo di ville, miseria contadina, in L' agricoltura e il paesaggio italiano nella pittura dal Trecento all'Ottocento (1995): Esplora il contrasto tra ricchezza aristocratica e povertà rurale nella produzione artistica.
Franco Cazzola, Contadini e agricoltura in Europa nella prima età moderna (1450-1650) (2014): Analisi dell'agricoltura europea moderna e delle relazioni sociali sulla terra.

 
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